In una società violenta come quella nella quale viviamo, il perdono è un argomento difficile da affrontare. Come si può perdonare chi ha distrutto una famiglia, chi ha commesso crimini inenarrabili , rovinando la nostra carriera, tradendo la nostra fiducia?      Il  I° moto istintivo è la vendetta, rendere male per male, scatenando una spirale di odio e aggressività che imbarbarisce la società. Oppure serbare rancore e astio, in un atteggiamento che amareggia la vita ed avvelena i rapporti. A tal punto se l’uomo ha fede , ascolta la parola di Dio che con forza irrompe nelle più varie situazioni   di  conflitto  e  propone,  senza  mezzi  termini, la  soluzione  più  difficile   :   P E R D O N A R E. Ci viene in soccorso una frase del Siracide ( Sir 28,2 ) che dice : “ Perdona l’offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati “. Il perdono e’ una parola di facile comprensione , ma e’  un cammino difficoltoso se affrontato in solitudine. Dobbiamo rivolgerci al DIVINO ( Dio , Gesù , Spirito Santo ) per perdonare e soprattutto per essere perdonati. Come nella parabola del fariseo e del pubblicano ( Lc 18,9-14 ) ciascuno di noi deve riconoscere , con umiltà e fiducia, la necessità di  essere  accolto  e perdonato dal Signore.     E’ questa la via che ogni discepolo del Signore deve percorrere.   E’ l’impegno che deve suscitare in noi la” santa effusione”, per formare un cuore nuovo e uno spirito nuovo . La  parola  perdono deriva dal verbo latino  CONDONARE = rimettere una pena o un debito. E’ la cessazione di un risentimento nei confronti di un’altra persona. E’ quindi un gesto umanitario con cui vincendo il rancore, si rinuncia ad ogni forma di rivalsa o di vendetta nei confronti di un offensore. In ambito ecclesiastico è la remissione dei peccati, l’assoluzione delle colpe contro Dio e contro la Chiesa. Il perdono per eccellenza è il perdono di  CRISTO  che  è  assolutamente gratuito, poiché lui ha pagato sulla croce per nostri peccati. ( Romani 4 , 7 – 8 )  e …. nonostante abbia sopportato oltraggi, insulti, pene corporali che di lì a breve lo porteranno alla morte, ha saputo dire : ” Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno “.   ( Luca 23,24 )

ESEMPI : S. Stefano – Papa Giovanni Paolo II – Carlo Castagna.

Il perdono non è dimenticanza, non è debolezza, non è indifferenza.    Il perdono  è  un  atto  di volontà e di lucidità, quindi  di  libertà,  che  consiste nell’accogliere il fratello così com’è, nonostante il male che ci ha procurato,  proprio  come  Dio  accoglie  noi peccatori, con i tanti nostri difetti. S. Paolo dice “ : non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene “. Noi dobbiamo vedere chi ci è nemico con occhi nuovi, riconoscendo in lui un fratello, anche se cattivo, che ha bisogno di qualquno che lo ami e lo aiuti a cambiare.    Inziare  una  vita  così  ci assicurerà una pace interiore mai provata e tanta gioia sconosciuta. Chiedere perdono come anche perdonare non sono azioni spontanee, naturali. Sono valori entrati a far parte della cultura cristiana e che il cristiano è chiamato a vivere con la forza che scaturisce dalla vita nuova ricevuta con il BATTESIMO. Perdonare non significa pronunciare la parola magica TI PERDONO e magari aspettarsi un effetto istantaneo. Il perdono ha valore se c’è il cuore ed il coinvolgimento di tutta la persona. L’atto della volontà è necessario ( come diceva S.Agostino ) ma non è sufficiente. Sono necessarie risorse come : cuore, intelligenza, sensibilità, buonsenso, altrimenti risulta un perdono artificioso.      Ciò  richiede  una  generosità tale che ci si deve rimettere ad un’istanza superiore per poterlo realizzare ( ci vuole l’intervento di DIO ).      Il perdono dipende quindi da un’azione umana e da una divina , in cui ciascuna vi apporta il proprio contributo ed entrambe sono indispensabili.     Se  non apriamo le porte del nostro cuore all’ amore incondizionato di GESU’ non possiamo avvicinarci al perdono e quindi non riusciamo in prima istanza a perdonare noi stessi e di conseguenza non riusciremmo a perdonare il nostro prossimo.      A proposito del perdono a noi stessi, si sa che siamo i  peggiori giudici di noi stessi e lo siamo addirittura consapevolmente.       Alcuni,  perché  figli  indesiderati si sentono addirittura colpevoli di vivere. Altri non vogliono far vedere i propri difetti e le proprie debolezze. Conclusione ? Noi non amiamo noi stessi, non ci piacciamo e non ci rispettiamo, ed è un grave errore.       Infatti   GESU’  ha  detto : “ amerai il prossimo tuo come te stesso “. ( Matteo 22 , 39 ) Dopo l’amore per DIO c’è l’amore per il prossimo, ma come facciamo ad amare il prossimo se prima non amiamo noi stessi ? Quindi dovremmo dire : ” GESU’ io mi perdono attraverso il tuo perdono “. Capito questo importante e fondamentale  passaggio  la  via  del perdono risulta in discesa.       Ci  viene  facilitata  perché il nostro compagno  di viaggio  ci  offre 1000 opportunità per raggiungere la salvezza.      E’ solo il nostro egoismo ed il nostro smisurato io che ci impediscono di viaggiare affiancati al nostro Salvatore. Viviamo nell’epoca dell’esaltazione dell’io, dell’autonomia della persona, della libertà come fine a se stessa; dell’autosoddisfazione come realizzazione dell’individuo, del piacere considerato come il criterio delle proprie scelte ed il segreto della felicità. Ma conosciamo anche le conseguenze disastrose a cui questa cultura conduce. GESU’ si contrappone a questa spasmodica ricerca della propria volontà, con la ricerca orientata al compimento della volontà del Padre e con gli effetti meravigliosi che egli ci assicura. Pertanto   se   l’amore  per  GESU’  e   la  sua  parola   prevalgono,  con  l’aiuto  dello   Spirito Santo,  il  nostro  IO imperante verrà sconfitto.           Se  ci  faremo  guidare dalle parole del Vangelo, comportamenti come : AMARE , PERDONARE , ESSERE UMILI , PAZIENTI , CARITATEVOLI  verso  il prossimo AGNELLI IN MEZZO AI LUPI , INTRANSIGENTI E DURI VERSO LE INGIUSTIZIE TERRENE , tali azioni saranno parte integrante del nostro viver quotidiano ed il perdono sarà la moneta con cui ripagare i nostri fratelli.      Per  finire  vediamo  perché il perdono è la chiave per guarire ..….  è  il  nostro medico ideale che risana il corpo e l’anima.   Quante volte abbiamo sentito qualcuno o noi stessi dire : “ Ho perdonato, ma non ho dimenticato. Perdonare non è facile. Io lo so, voi lo sapete, Dio lo sa.   Il perdono non è cosa facile. La mancanza di perdono con il suo bagaglio di odii, risentimenti e amarezze, non ci fa vivere bene.        Queste negatività minano seriamente la nostra serenità e salute fisica.     Per  questo  il  perdono  è guarigione perché rimuove  pesi  vecchi  ed  insostenibili,  cura  ferite  dell’anima  e  traumi  psicologici  che influenzano negativamente la nostra salute e di conseguenza la nostra vita.   Perdonare con l’aiuto della grazia di Dio è guarire. Anch’io ho perdonato grazie alla forza della fede che mi ha rigenerato. Ho cominciato a vivere quando ho capito che non dovevo più nuotare nel “ Mar Morto” delle mie inerzie, ma cavalcare il dinamismo dello Spirito Santo per avvicinarmi a TE Signore dell’impossibile. Solo il perdono permette all’uomo ( che per sua natura e’ peccatore ) di andare più in là del proprio peccato , per ritrovare la propria innocenza sempre nel futuro e non nel passato.   Coraggio.   Inizia  a  perdonare  e  ti  assicuro  una pace  mai  provata  e  tanta  gioia sconosciuta.   S. Paolo era solito affermare : “ Non rendete a nessuno male per  male “.   ( A cura di Paolo )

Testimonianza del 15 gennaio 2021