P A S S A G G I O

LA PAROLA PASSAGGIO NELLA BIBBIA E’ SEGNO DI TRASFORMAZIONE; PENSIAMO AL  MAR ROSSO. GLI   EBREI  GUIDATI  DA  MOSE’   E   CON  L’ AIUTO  DI  DIO, PASSANO ATTRAVERSO  IL MAR ROSSO E QUESTO ESODO SEGNA IL PASSAGGIO DALLA SCHIAVITU’ ALL’AGOGNATA LIBERTA’.       UNA VOLTA LIBERATI DAL GIOGO EGIZIANO IL LORO PASSAGGIO NEL DESERTO DURA 40 LUNGHI ANNI, DOVE LA  FEDE  DEL  POPOLO  ELETTO  SPESSO  E  VOLENTIERI  VACILLA.      POICHE  GLI  ISRAELITI NON OBBEDISCONO A  DIO  INFRANGENDO SPESSO I SUOI COMANDAMENTI, VENGONO PUNITI  CON  40 ANNI  DI  PEREGRINAZIONE  PRIMA  DI  GIUNGERE  NELLA  TERRA  PROMESSA.        UN  PASSAGGIO SOSTANZIALE E’ QUELLO CHE AVVIENE CON L’AVVENTO DEL NUOVO TESTAMENTO, CHE RACCONTA DI CRISTO, CHE CON  LA SUA UBBIDIENZA ED IL SUO SACRIFICIO SI PONE COME VIA CHE CONDUCE L’UOMO A DIO ATTRAVERSO UNA NUOVA NASCITA SPIRITUALE.     ERRONEAMENTE L’ANTICO ED IL NUOVO  TESTAMENTO  SONO  CONSIDERATI  COME  2  LIBRI  A  SE  STANTI,  IN  REALTA’  SONO INTIMAMENTE CONNESSI, ANZI E’ IMPOSSIBILE COMPRENDERE A PIENO IL SECONDO SE NON SI CONOSCE IL CONTENUTO DEL PRIMO.       LA RAGIONE   E’   SEMPLICE  :  IL  NUOVO  TESTAMENTO COSTITUISCE IL COMPIMENTO DI QUANTO ANNUNCIATO O PREFIGURATO NELL’ANTICO, COSI’ CHE GLI NSEGNAMENTI DI CRISTO E LA SUA FIGURA STESSA NON POSSONO ESSERE PROFONDAMENTE INTESI SENZA CONOSCERE L’ANTICO PATTO CHE DIO STRINSE CON IL POPOLO D’ ISRAELE.        IL VECCHIO  TESTAMENTO  LASCIA  SPAZIO  AL  NUOVO, DOVE LA VENUTA DEL BUON PASTORE, CHE DIVENTA ” AGNELLO SGOZZATO ” MA BEN SALDO E RITTO IN PIEDI,  CI OFFRE IL CALICE DELLA SALVEZZA ETERNA ; LA SUA ORRENDA E SPAVENTOSA CROCE SI ERGE COME PONTE, ERETTO TRA LA TERRA ED IL CIELO.      QUESTO PUO’ ESSERE ATTRAVERSATO SOLO DA QUEGLI UOMINI CHE HANNO FATTO DELLA PAROLA DI DIO IL LORO PASSAPORTO PER LA VITA ETERNA.
DUNQUE  LA  VITA  SU QUESTA TERRA È  SOLO UN PASSAGGIO  DOVE L’UOMO ATTINGENDO ALLA MISERICORDIA DI DIO E  SEGUENDO L’ESEMPIO  DEL FIGLIO  ARRIVERÀ   AD  ESALARE  L’ULTIMO  RESPIRO  IN  PACE,  SERENITÀ  E  CON  LA  CONSAPEVOLEZZA  DEL  BUON  LADRONE, CHE IN QUEL PRECISO  MOMENTO  DI  PASSAGGIO,  È   STATO  ACCOLTO  TRA  LE  BRACCIA  DEL   PADRE  ED   HA INCOMINCIATO  COSÌ  A  VIVERE  LA VITA  VERA.

L’AMORE  E’  LA  RAGIONE                     

L’intero messaggio della parola scritta di Dio si basa solo su un pensiero, un’idea, una persona: l’amore.
L’amore è la ragione, la forza irresistibile della nostra esistenza, la risposta al motivo per cui siamo nati. Dio, che è amore, ci ha creati dall’amore, per amore, per amare.   È il Suo più grande comando per noi :  amare  Lui  e  gli altri e sperimentare relazioni gioiose da quell’amore.
Quando il nostro amorevole Dio ha offerto il Suo unico Figlio in sacrificio e copertura per i nostri peccati, è stata la più grande espressione del Suo amore per te e per me. La maggior parte di noi ha sperimentato questo amore verticale   trasformativo   da   parte  di  Dio,  eppure  attraversiamo  momenti  molto  difficili  e  spesso  falliamo miseramente con le nostre relazioni orizzontali: i nostri coniugi e figli, i nostri genitori, i nostri amici e i nostri colleghi di lavoro. Nel nostro fallimento nel dare amore agli altri abbiamo perso matrimoni, amici, lavoro o forse solo il nostro stesso carattere.
Il problema è che il nostro amore si spegne, si assottiglia e si secca a causa di sentimenti che sono sbiaditi e cambiati, o di esperienze dolorose che ci hanno messo a tacere.
Affinché  l’amore  duri  e  non  fallisca,  dobbiamo  avere  una  fonte  di  amore perfetto da cui attingere  che  sia maggiore  della profondità delle nostre capacità, sentimenti ed emozioni.        Se  Dio  è  amore,  finirà  mai l’amore?       C’è un limite al Suo grande amore?
La risposta è no.      Finché  siamo  connessi a  quella  Fonte infinita, e grazie alla grandezza del Suo amore per noi,  non  dovrebbe  mai  esserci un momento in cui non siamo in grado di offrire e dimostrare amore agli altri.
Eppure, tutti falliamo.   Per fortuna, quando ci rivolgiamo a Lui, Egli travolge tutti i nostri fallimenti con la Sua generosa grazia e misericordia, offrendoci nuovi inizi.      Possiamo superare i nostri fallimenti attenendoci alla verità che Dio ci chiama Suoi.     La nostra debolezza è la Sua più grande forza.
Man mano che ci esercitiamo ad amare gli altri,  possiamo  fare  un passo avanti e due indietro.      Ma  mentre continuiamo a fargli spazio e rimaniamo nelle Sue immancabili ed eterne cascate del Niagara d’amore, la nostra risposta verso gli altri sarà quella di amare sempre, servire sempre, dare sempre.    La nostra capacità di amare non sarà mai esaurita, perché l’amore non è solo un sentimento o un’emozione. L’amore è una Persona.    È  per noi, è con noi e ci dà potere dal Suo grande amore per amare gli altri, ben oltre ciò che pensiamo sia possibile.
Il nostro amore per gli altri è la nostra grata risposta all’amore che Dio ci ha dimostrato per primo” (1 Giovanni 4:19).
L’ IMPORTANZA DELLA PREGHIERA ” silenziosa “ che ti permette di confidare in Dio Padre
Pregare  è  acquistare  la  capacità  di  ascoltare  il  Signore  che  parla  attraverso  il mormorio di un vento leggero. Dobbiamo fare silenzio dentro e fuori di noi.   Metterci realmente alla presenza del Signore; saper attendere il suo passaggio  che  non  fa  rumore.       Saper riconoscere la voce di Dio che è diversa dalla voce del mondo.      Sapere accogliere questa voce dandogli piena adesione e orientando ad essa la nostra esistenza.   Nelle prove e stanchezze della nostra vita, Dio è la nostra forza, e la preghiera è la via che abbiamo per incontrarlo, ma dobbiamo ricordare che per ascoltare la sua voce è indispensabile entrare in un clima di raccoglimento e di preghiera : il Signore infatti parla sempre, ma lo fa nel silenzio.        Sull’ esempio di  Elia  e  della  vedova  di  Sarepta anche noi siamo invitati a confidare  nel  Signore  specie  nei  momenti  difficili  e  a  non  perdere  mai  la  fiducia  nel  suo  aiuto  e  nella  sua protezione.       La vedova ha avuto un ruolo non indifferente con il profeta Elia e lo ha segnato e aiutato a crescere. Lei  non  è  una  donna  sepolta  viva ma  una evangelizzatrice, infatti gli ultimi,  i poveri evangelizzano.       In tutto l’episodio è la vedova che evangelizza Elia, lo conduce fino ad essere davvero : ” uomo di Dio e suo profeta “. Con la sua  accoglienza ,  con  il  suo  dolore,  con  la  sua  paura  urlata,  la  vedova  lo  provoca  ad  essere  più  umano, più compassionevole, più fragile.Elia grazie alla vedova diventa più uomo di Dio. Davvero i poveri ci ” evangelizzano “.
LA CROCE … albero della vita            
Al primo sguardo si percepisce l’orizzontalità e la verticalità della croce. Cristo appeso alla croce a braccia aperte in modo orizzontale abbraccia tutto e tutti.     Ci stringe a se’ con forza, forza che ci libera e ci salva.    Se guardiamo la croce in verticale, questa ci indica la strada verso il paradiso, dove Dio Padre ci attende per donarci la vita eterna. Quando  volgiamo  lo  sguardo  alla  croce  dove  Gesù  è  stato  inchiodato,  contempliamo  il  segno  dell’ amore, quell’amore infinito di Dio per ciascuno di noi che è la radice della nostra salvezza.    Da quella croce scaturisce la misericordia del Padre che abbraccia il mondo intero. Per mezzo della croce di Cristo è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci  è  donata  la  vita,  restituita la speranza.             Questo è importante : per mezzo della croce di Cristo ci è restituita speranza di vita eterna.

IL BUON LADRONE  …  il  primo Santo
E’  L’UNICO  NELLA  STORIA  MILLENARIA  DELLA   CHIESA  A  POTERSI VANTARE DI ESSERE STATO CANONIZZATO   DA  CRISTO  STESSO   PRIMA  DI  MORIRE  SULLA  CROCE   GRAZIE   ALLA    SUA SORPRENDENTE PROFESSIONE DI FEDE    NULLA  DI  CERTO  SAPPIAMO DELLA SUA VITA , SE NON CHE  PER I SUOI DELITTI E’ STATO CONDANNATO A MORTE INSIEME AD UN ALTRO MALFATTORE. ENTRAMBI, APPRENDIAMO DAI VANGELI, VENGONO MESSI IN CROCE SUL CALVARIO INSIEME CON GESU’ : UNO ALLA SUA DESTRA, L’ALTRO ALLA  SUA  SINISTRA  COME  PRECISANO  MATTEO,  LUCA  E MARCO.     UNO DEI CONDANNATI , DALLA SUA CROCE, SI METTE A GRIDARE INSULTI CONTRO GESU’, DERIDENDOLO  COME  FANNO  ANCHE  I  SOLDATI  CARNEFICI :  ”  NON  SEI  IL CRISTO ?   SALVA TE STESSO E ANCHE NOI “.      ED  ECCO  IL  RIMPROVERO  DELL’ALTRO  CONDANNATO  PER  QUELLE INGIURIE : ”  NEANCHE TU HAI TIMOR DI DIO, BENCHE’ CONDANNATO ALLA STESSA PENA ? NOI GIUSTAMENTE , POICHE’ RICEVIAMO IL GIUSTO PER LE NOSTRE AZIONI ; EGLI INVECE NON HA FATTO NULLA DI MALE “.  A QUESTO PUNTO L’UOMO HA GIA’ MERITATO LA QUALIFICA DI BUON LADRONE.    E’ UNO, INFATTI, CHE SA RICONOSCERE DI MERITARE PER I SUOI DELITTI LA PENA MASSIMA  ED  INFAMANTE.        UN  PENTITO  CHE  SI  PENTE   ESPIANDO  ED  E’  ANCHE   CAPACE   DI COMPASSIONE  PER  I  DOLORI  DI  GESU’.        PARLA  RIVOLGENDOSI  A  GESU’ :  ” RICORDATI DI ME QUANDO ENTRERAI NEL TUO REGNO “.      E  QUESTO  E’  IL  SUO  TRANQUILLO E TOTALE ATTO DI FEDE IN GESU’ CHE PENDE AGONIZZANTE DALLA CROCE, TRA INGIURIE E DISPREZZO.   GESU’ PREMIA IL LADRONE CON UNA BREVE RISPOSTA : ” OGGI SARAI CON ME IN PARADISO “.  GESU’ TROVA NEL CONDANNATO BUONO  QUELLA  FEDE  CHE  EGLI  STESSO  SI  SFORZAVA  DI  INSTILLARE  NEI  SUOI DISCEPOLI E CHE ORA EGLI PREMIA CON LA SUA BREVE E MISERICORDIOSA RISPOSTA.

 

ASCENDERE / DISCENDERE

LE PORTE  DELLA  CITTA’  DI  DIO, LA  GERUSALEMME CELESTE,  SI SPALANCANO PERCHE’ IL CRISTO, DOPO  AVER COMPIUTO LA  SUA  MISSIONE SULLA  TERRA,  VI  ENTRI  PER  REGNARE  ALLA   DESTRA  DEL  PADRE ,  DA  CUI  COMUNQUE  NON  SI  ERA  MAI  SEPARATO  E   DOVE  ERA   SEMPRE   RIMASTO.  GESU’  NON   VA  DA  QUALUNQUE   PARTE,  MA  ENTRA   NELLA   COMUNIONE   TRINITARIA  CHE  GLI  PERMETTE  DI  ESSERE ,  AL  TEMPO  STESSO, MA  IN  UN  ALTRO  MODO,  PRESENTE  ACCANTO  A  NOI. IL  SUO  DIVIENE, PERTANTO,  UN   ” RITORNARE ”   IN   MODO   NUOVO  ;   INFATTI,  DICE  S. PAOLO,  NOI NON   LO  CONOSCIAMO  PIU’  SECONDO  LA  CARNE   (  2 COR  5 , 16 )   MA  SECONDO  LA FEDE  E  LA  GRAZIA  BATTESIMALE  . . . .  IL TUTTO  SI  IDENTIFICA  NEL  PARACLITO  OVVERO  NELLA  VENUTA  DELLO SPIRITO  SANTO, NOSTRO  GRANDE  CONSOLATORE.

 

DUE   DIFFERENTI   CHIAMATE                          

Analizzando il mistero  possiamo asserire con certezza che Maria  sta  comodamente dentro il mistero mentre Giuseppe  si colloca al di fuori.
Maria  è  stata contattata direttamente  dell’arcangelo  Gabriele ed ha interloquito con lui faccia a faccia.     Ha potuto rispondere e dire il suo ” SI ” nell’immediatezza e nella contemporaneità  del loro discorso.  Si è  affidata e si è arresa  al volere di  Dio Padre.
Giuseppe  non ha mai visto materializzarsi dinnanzi  a se l’angelo annunciatore ma lo ha sognato.     Il  sogno rivelatore è  qualcosa  di  esterno dal mistero ma Giuseppe ha voluto credere e con saggezza ha saputo decidere di accogliere Maria ingravidata dallo Spirito  Santo e con Lei creare quella che sarebbe diventata  la  Sacra famiglia. Nel silenzio e nella preghiera conosce ed attua con la sua vita la volontà divina.    Non si limita a subire la vicenda dell’incarnazione, ma, coinvolto da Dio Padre vi partecipa attivamente.

 

CAMMINANDO   INCONTRO  ALLA  SANTA  PASQUA

La Santa Pasqua dovrebbe essere vissuta in pienezza, traendo ogni giorno del Sacro Triduo, l’enorme tesoro di bene che ci viene proposto.
L’unica vera risorsa per vivere da risorti in un mondo che vorrebbe le tenebre è mettersi ai piedi della Croce ed usare gli insegnamenti che Cristo Gesù ci ha offerto con il suo grande sacrificio umano e divino.
Nostro  Signore  con  la  sua  sofferenza  che  termina con la morte di croce, ci dona un perdono che ha il gusto di un’amicizia mai messa in discussione.   E’ proprio l’amore, che va oltre il peccato, che salva.    Se l’amore dovesse dipendere dal peccato , sarebbe  l’irredenzione.        L’amore, al contrario, è a prescindere dal peccato.
L’amore per gli ultimi, cioè gli esclusi dalla vita , nella nudità della loro impotenza e miseria, nell’umiliazione e privazione della loro dignità , sperimentano che è bello vivere con i fratelli che si prendono cura di loro.
Questo è il più bell’esempio offertoci dalla croce e dalla luce che da essa deriva.
La  vera  luce  vince  sempre  le  tenebre.
Signore donaci sempre la tua luce benefica, per seguire i tuoi passi e quindi per camminare insieme, uniti in quello
amore gratuito che tu ci offri.

 

ASCOLTARE
L’ascolto  può  essere  suddiviso in tre  differenti livelli.
Il primo è  l’ascolto di se stesso. Non è  mai facile ascoltarsi perché  si può  incorrere in un dibattito con il proprio io.     Questo è  assolutamente  da  evitare  in quanto  il nostro  io  ci condiziona e  non  ci  rende  complianti  con  il prossimo.
Il secondo  livello  è   l’ascolto degli  altri.    Noi  spesso  stiamo  a  sentire  il  nostro  prossimo  ma  difficilmente  ascoltiamo.   Ascoltare vuol dire comprendere l’altro con le orecchie del cuore; fare propri i problemi e le angosce del fratello che hai di fronte, condividere  con  lui  le  sue  paure  senza  giudicare.
Il  terzo  è l’ascolto della parola di Dio.   Chi ci permette di entrare in relazione con Lui e quindi di ascoltare è  il  silenzio che fa da cassa di risonanza tra le sue parole ed il nostro cuore.    La  Sua  parola  edifica,  rende  bello  il rapporto tra il Creatore  e la creatura.
PENSIERI DETTATI DALLO SPIRITO SANTO