Ogni giorno bisogna costruire una relazione con il Signore, attraverso anche l’amore verso gli uomini. Gesù, dopo essere morto, non ci ha lasciato soli, ma ci ha donato, attraverso i sacramenti, il Paraclito. Spesso però ce lo dimentichiamo, dobbiamo chiedere che lo Spirito discenda su di noi, che ci illumini, abbandonare il vecchio cammino e portarci a Gesù.
Noi ci facciamo molte domande, Dio però non ci risponde con delle risposte chiare e celeri. Dobbiamo affidarci, alimentarci della Parola del Signore. Lui ci parla e noi dobbiamo aprire la porta quando bussa. Spesso facciamo delle scelte superficiali a cui non partecipa il nostro cuore. Da soli non riusciamo se non chiediamo aiuto.
Dio opera negli uomini che si affidano a Lui. Il cammino è lungo e duraturo, non sarà un percorso facile e veloce.
Una volta che comprenderemo la Parola, saremo a metà del cammino, infatti, non dobbiamo tenerla solo per noi, ma fare uno sforzo e portare la Parola a chi l’attende. Gesù ci vuole discepoli, amore verso gli altri.
MARCO 10 (46-52)
Gerico è un mendicante cielo, urla dal dolore: “Abbi pietà di me, peccatore”, fa una richiesta specifica a Gesù di misericordia. Gesù non rimane insensibile.
Nel Vangelo di Giovanni, invece, gli apostoli si dimostrano arroganti, dicendo a Gesù cosa avrebbe dovuto fare: ” Noi vogliamo sedere alla tua destra”.
La richiesta può sembrare simile a quella di Bartimeo che chiedeva un aiuto specifico, grida di dolore e chiede con cuore aperto e pieno di fede, umiliandosi di essere aiutato. Al contrario, i discepoli si dimostrano “arrivati”.
Ogni giorno ci dobbiamo interrogare se le richieste che nascono dal cuore sono desideri fini a se stessi oppure vere necessità, fare discernimento.
Diamoci spazio durante la preghiera, affidare le idee confuse (idee del mondo) e lasciare operare lo Spirito Santo che farà tornare chiarezza, serenità, ponendoci nella condizione di essere pronti ad umiliarci.
Non continuiamo solo a lamentarci, ma ringraziamo il Signore in ogni momento, per ogni cosa, costruendo un rapporto quotidiano con Gesù, parlare con Lui: Egli vive in noi, non è solo presente nella Bibbia, ma è vivo.
Anche nei vangeli c’era la “folla” che seguiva Gesù, però poi diventava un singolo personaggio che si rapportava in modo diretto, senza maschere. Facciamo sgorgare le richieste sincere dal cuore. Lasciamo i nostri “mantelli” (che rappresentano le nostre ricchezze) per arricchire la nostra fede rendendola autentica.
Alziamo le braccia pieni di fiducia, non diventiamo come i farisei che avevano bisogno di gesti concreti. Riconosciamoci persone che non sono capaci di affrontare tutto, chiedendo umilmente aiuto. Affidiamo i nostri progetti e lasciamoli trasformare da Dio come ha fatto Maria quando ha donato il suo “Sì”, senza preoccuparsi di niente e di nessuno.
Lasciamo che la nostra fede non sia una luce che si dissipa nelle tenebre, ma che illumini la notte.
Non pretendere che il Signore ci liberi dalle prove, il calice “amaro”, ma che ci dia la fede per affrontare tutto. Accogliamo ogni giorno la luce senza cercare una soluzione, sarà Gesù stesso che ci aiuterà nel momento esatto in cui noi accettiamo la nostra croce, offrendo la nostra conversione per poter poter risorgere con Lui.
