Antonio Messina 

 

 

 

 

 

 

 

OMELIA FUNEBRE PER ANTONIO MESSINA

Da parte di Don Pasquale di Saronno

Lunedì sera, dopo il Rosario per Antonio, fuori dalla chiesa, una parrocchiana di Regina Pacis mi fermò, mi abbracciò e, con le lacrime agli occhi, mi confidò: “Durante la preghiera ho sentito, di più ho visto vivo, vicino a me Antonio, con il suo gilet rosso e la camicia bianca”. Io commentai: “Tu devi avere un sesto senso! Antonio è davvero vivo, hai visto giusto.

Carissimi, in questo momento, guardando la bara di Antonio che ci sta dinanzi, un senso di tristezza ci avvolge, perché non lo vedremo più con i nostri occhi, non ascolteremo più le sue parole con le nostre orecchie, non saremo più abbracciati e baciati da lui come avveniva fino a qualche mese fa.

Ma Antonio è sicuramente vivo, non solo nei nostri ricordi. In realtà è più vivo di prima, perché avrà di certo iniziato l’esperienza del risorto. Lo possiamo intercettare con il sesto senso che è la fede. La fede non è una pia illusione, ma è garantita da Dio stesso che non può ingannarci e ci è stata donata dallo Spirito Santo. Certo ci dispiace che il nostro Antonio se ne sia andato e, se qualche lacrima ci scende dagli occhi, non ci scandalizziamo.       Anche Gesù pianse davanti alla tomba dell’amico Lazzaro. Però abbiamo ascoltato nella prima lettura queste rassicuranti parole: “Siamo convinti che Colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi e ci porrà accanto a Lui” …e ancora: “sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo da Dio un altro corpo, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, ma nei Cieli. Perché credere a tanto ? Perché Antonio prese in seria considerazione le Beatitudini, che abbiamo ascoltato nel brano evangelico, e si applicò a metterle in pratica e a farle mettere in pratica da parte di tante altre persone. Ora, per quanti praticano le Beatitudini, secondo Gesù, è riservata una grande ricompensa nei Cieli e la visione faccia a faccia  di  Dio.                         Non è che fin dall’adolescenza e dalla giovinezza Antonio sia entrato in questo ordine di idee. Quando si unì in matrimonio con Liliana, andavano sì a Messa, ma vivevano come tanti senza grandi slanci nella vita cristiana. Quand’ecco farsi strada in loro una nostalgia di una vita più alta (il Signore attira) e Antonio e Liliana cominciarono ad andare alla ricerca di Dio e dei suoi disegni, partecipando a catechesi, entrando in gruppi di spiritualità, finchè approdarono al Movimento del Rinnovamento dello Spirito e Antonio non fece mistero che, dopo questo salto, avevano provato e provavano una gioia grande, gustavano la vita.                                                                                           Nel 1992 Antonio si presentò a me, chiedendo un’aula per riunire il suo gruppo. Io non conoscevo il Movimento, ma sapevo che era iniziata l’approvazione ecclesiastica. Concessi l’aula e partecipai a qualche riunione. All’inizio rimasi un po’ stupito: erano riunioni all’insegna della gioia, con canti, ascolto della Parola di Dio, preghiere spontanee. Quello che mi colpì e mi sconcertò furono i canti accompagnati dai gesti più disparati. Abituati alla partecipazione statica alle nostre liturgie, vi confido che mi sentii a disagio, come altri, quando capitava di vederli. Poi Antonio mi spiegò che non è “snobismo” cantare gesticolando o ballando: lo fanno anche i fedeli di altri continenti: è un pregare con tutto il corpo.                                                                                                                                                                                  Dove c’è lo Spirito Santo, c’è la carità. Così Antonio si fece in cento, dedicò ore e ore per ascoltare, consigliare, intervenire personalmente, pregare e far pregare per le persone che erano nelle difficoltà più disparate, senza mai chiedere ricompense o favori.                                                                                                                                                                 Ieri chiesi a Liliana e ai figli di Antonio, se tutte queste opere di carità estraniassero Antonio dalla sua famiglia e provocassero malumori. Mi risposero che alla sua famiglia, ai suoi figli e ai suoi nipoti non lasciò mai mancare la sua presenza, il suo affetto, le sue premure, a spese del suo tempo di riposo o facendo qualche volta “acrobazie”. La nuora mi confidò di essere sempre rimasta ben impressionata dalle tenerezze che Antonio riservava a Liliana e ammirata per la stima che aveva riservato a lei. A volte i movimenti ecclesiali diventano una parrocchia nella parrocchia. Antonio non lo permise, anzi per essere più collaborante con la Parrocchia decise di aderire al Movimento Carismatico Cattolico, che incoraggia la collaborazione con la Parrocchia.

Così la Regina Pacis ebbe l’animazione del canto ai Battesimi, ai funerali, alle messe, alle adorazioni. L’amore aveva così preso piede in Antonio, che recentemente spinse tutti i componenti del gruppo ad accantonare qualcosa ogni mese per farsi carico di micro realizzazioni nei vari continenti (tra cui alcuni pozzi d’acqua).                                                E sia con il gruppo come con i suoi famigliari, quando nello scorso anno gli diagnosticarono un male incurabile, non fece drammi. A chi gli chiedeva della sua salute rispondeva sempre: “Sto bene” oppure “Non preoccupatevi, ce la farò” e progettava pellegrinaggi come se lui fosse sopravvissuto a lungo. Addirittura organizzò un pellegrinaggio per il gruppo per il prossimo aprile. Non disse mai: “Sono alla fine”, per non spaventare o turbare i suoi. “Hai dolori?” e lui rispondeva: “No”. Quando gli portavo l’Eucarestia, e anche domenica qualche ora prima della sua dipartita, mentre   lucidamente mi diede il consenso per l’Unzione dei Malati.

Noi vogliamo ringraziare Dio per quanto ha operato in lui, per quanto Antonio ha fatto nella sua famiglia, nel gruppo, in Regina Pacis. Nel libro del profeta Daniele è scritto: “Quanti avranno portato molti alla vita giusta, risplenderanno come le stelle per sempre”. Questa promessa, credo, varrà anche per Antonio. Qualcuno mi dirà: “Hai anticipato la canonizzazione di Antonio”. Secondo la Sapienza cristiana, dobbiamo vedere soprattutto i pregi. Alle mancanze, che sempre ci sono, provvede la misericordia di Dio.

Antonio, non dimenticarci! Per la Tua Famiglia, per tutti i tuoi cari, per il Gruppo Carismatico e per la tua Parrocchia. Noi ne siamo certi, tu continuerai a essere un instancabile intercessore.

Grazie Gesù. Grazie Antonio.

 

IN RICORDO DI ANTONIO

A te marito fedele, amico, fratello…

..abbiamo percorso insieme tanti anni d’amore, ma so per certo che ci attende l’eternità con Dio.

Liliana

LETTERA DALLA COMUNITA’

Il nostro caro Antonio ha pregato con tutti e per tutti i membri della nostra Comunità, ma soprattutto ha insegnato a pregare Gesù Vivo. Ognuno di noi ha ricevuto molto da lui. Per questo desideriamo condividere una lettera scritta a più voci, raccogliendo vari ricordi e testimonianze.

Grazie per averci spronato ad avere sempre fame di Gesù, ad accostarci al suo banchetto, a cogliere i doni dello Spirito.  Grazie per averci ricordato di alzare lo sguardo verso Cristo perché solo Lui fa meraviglie.                                  Ci hai insegnato a non essere degli “allocchi”, a diffidare di chi dice “Io – io”, ricordando che è solo Dio che opera e che dai frutti saremo riconosciuti. In questi mesi abbiamo dovuto imparare che tutti siamo chiamati a fare la nostra parte e che la Comunità ha bisogno di ognuno di noi. Grazie perché tutti i tuoi consigli, i tuoi insegnamenti, sono oggi una fonte preziosa.

Ti ricordiamo sempre col tuo sorriso contagioso. Grazie a te abbiamo imparato a lottare contro il nostro Io, a fare più attenzione alle esigenze degli altri e a spendere le nostre energie per fare felici gli altri, dare conforto e speranza.        Queste erano le tue parole: “Ubbidire, rivestirsi di umiltà e saper perdonare”. Dicevi che il miracolo ha inizio quando crediamo che “per Dio tutto è possibile”.

Antonio, sei stato per noi una guida spirituale fondamentale. Ci hai insegnato a confidare in Dio.                                  Dicevi sempre: “Non speranza, ma certezza dell’intervento di Dio”. Hai avuto tanto amore verso i fratelli bisognosi e hai portato la Comunità alle opere di Carità. Il tuo entusiasmo traspariva in ogni occasione e continuerà a sostenerci nel nostro cammino.

Ti definivi “un uomo innamorato di Gesù”. Quando ci venivi incontro per accoglierci, era come per dirci: “Non avere paura, tu non sei solo. Lui è qui accanto a te, per sorreggerti nei giorni tristi delle sconfitte e per gioire delle tue vittorie”. Ci hai insegnato a rivolgere a Gesù le nostre preghiere non come una supplica, ma come una confidenza fatta al proprio innamorato.

Rosi, Laila, Mariarosa, Daniela

 

Antonio, una delle tue tante qualità che ricordiamo con piacere: il tuo modo di coinvolgere tutti nella preghiera,mettendo al centro dei nostri cuori e dei nostri pensieri Gesù. Ti vogliamo bene, ovunque tu sia.

La tua guida, le tue letture, le tue parole hanno toccato i nostri cuori e hanno lasciato dentro di noi il segno indelebile dell’amore verso Dio e verso i fratelli. Ora che sei accanto al Signore ci guiderai da lassù perché sarai sempre il nostro angelo custode.

Il Signore ti aveva donato tanti carismi per metterli al servizio dei fratelli che incontravi. Ad ogni richiesta d’aiuto, dicevi sempre: “Preghiamo”. Ti vediamo con il tuo sorriso…ben vestito con il tuo gilet rosso…felice di stare finalmente con Gesù, facendoti anche due risate spensierate…e dal cielo intercedi presso tutti noi, aiutandoci in questo meraviglioso cammino che è la vita. Ci dicevi sempre: “Non sono io a operare, ma è Gesù che fa tutto! Io sono solo uno strumento per compiere la sua volontà!”. Grazie! Lode e Gloria al Signore!

Antonio, avevi sempre la parola giusta in ogni difficoltà che potevamo incontrare. Eri una matita colorata nelle mani del Signore. Con te splendevano sempre il sole, la gioia, l’amore per tutti i fratelli. Sei stato un buon maestro nel farci capire l’ amore infinito del Signore per noi. Ci dicevi sempre: “Che Dio ti benedica. Alleluia…”. Questo era il tuo saluto.

Antonia e Pasquale, Guelfo Paolo e Lucia, Filly, Anna

 

Ora vivi in una gioia immensa, assorbita dall’incanto di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Fisicamente manchi a tutti noi, perché sei stato una guida speciale, piena di premure e di consigli che toccavano il cuore, ma nello spirito ci sei vicino e accompagni il nostro cammino di amore e di fede. Antonio, sei presente in mezzo a noi quando preghiamo e lodiamo Dio. Benedici e prega specialmente per coloro che tu hai designato come continuatori della tua opera: amore, perdono, preghiera di carità.

Adesso che sei un angelo ci guidi ancora con amore come eri capace di fare. Ci hai aiutato a guarire, non con le medicine, ma ascoltandoci e pregando. Che la luce di Cristo Risorto possa illuminare il tuo cammino verso il cielo, lasciandoti sempre sentire forte l’amore delle persone che sono ancora sulla terra e che non smetteranno mai di volerti bene.

Abbiamo imparato a non avere paura di chiedere aiuto per i nostri piccoli e grandi problemi. La preghiera ci ha dato tanto, anche come porci con i nostri figli. Caro Antonio, ci mancherai per sempre, ma sappiamo che ci sei vicino.

Francesca, Grazia C., Mara

Caro Antonio, tanto abbiamo ricevuto e imparato da te. Ricordiamo in particolar modo la tua disponibilità verso tutti, l’attenzione ai bisogni e ai problemi…e poi il tuo sorriso così limpido che sgorgava dal cuore e stemperava i disagi e la tristezza. Anche i tuoi scherzi ricordiamo con affetto: ci volevi vedere sempre con il sorriso. Grazie fratello.

Antonio, il Signore ti benedica e ti custodisca, faccia risplendere il Suo volto facendoti grazia in Paradiso.

Non c’è più bella parola da dirti: “Grazie”. Ora sappiamo con certezza che lassù nel cielo abbiamo un Angelo, che continua a pregare per noi.

Rosangela, Carlo, Pasquale e Maria

 

Antonio, avevi la capacità di farci sentire speciali. In piccoli gesti e parole, tenevi veramente a chiunque tu incontrassi, con amore e carità. Nonostante le difficoltà, le fatiche e i malesseri fisici, tu c’eri sempre per il fratello in difficoltà.

Hai saputo gestire bene ogni situazione, a volte anche improvvisando durante le serate del gruppo della nostra comunità. Sei stato un buon marito, pieno di amore per tua moglie e per la tua famiglia, dicevi sempre a Liliana che le volevi bene. Sei stato un uomo responsabile per la nostra comunità, organizzavi la serata settimanale per il gruppo e i pellegrinaggi fin nei piccoli dettagli. Hai messo al primo posto l’Amore e la Carità. Hai anche avuto l’idea, messa in pratica, di far costruire pozzi pensando a quei poveri fratelli che non avevano l’acqua, fonte della vita, in casa. Sei stato illuminato dallo Spirito Santo…e noi abbiamo il compito di continuare a far vivere la Comunità con la nostra presenza, i canti, le lodi e la preghiera. La preghiera fatta in Comunità è una grande arma, una potenza contro il male, perché Gesù ha detto che dove ci sono due o tre che pregano, là ci sarà anche Lui. Gesù è Vivo in mezzo a noi e ci fa toccare con mano le Grazie e i Miracoli a noi concessi, affinchè noi possiamo testimoniare sempre il Suo Amore.

Sapevi veramente accoglierci in modo speciale con gesti, parole e sguardo sincero. Non tralasciavi di salutare con affetto nessuno di noi, ti avvicinavi e ci abbracciavi uno per uno, trasmettendo così l’Amore incondizionato del Padre. Amavi sostenere questa frase: “La Carità non avrà mai fine”. Ora dobbiamo tutti insieme portare avanti questo progetto, ricordando che dove c’è la Carità è presente Dio.

Ti ringraziamo per i bei momenti trascorsi assieme: quelli condivisi nei bellissimi pellegrinaggi, nelle messe carismatiche e nelle volte che hai pregato su di noi per risanarci. Abbiamo imparato con umiltà a vedere gli altri come se facessero parte della nostra famiglia. Certo, è vero che ci manchi tantissimo, ma la fede che ci hai mostrato è talmente tanta che ne abbiamo fatto una buona scorta. Ti vogliamo ringraziare per la fiducia che hai messo                    nell’ assegnare il ministero della musica e del canto; ti pensiamo sempre quando intoniamo alcuni canti che sappiamo che ti erano a cuore…e quanta emozione ancora… ti rivediamo che batti le mani e canti di gioia al Signore.  Sei un grande, ancora adesso che sei tra le braccia di Dio e che ci guardi e ci sorridi come sempre.                              L’amore non finirà mai e noi saremo fratelli in Gesù per sempre.

Sicuramente queste parole non bastano per tutto quello che hai fatto, ti diciamo semplicemente “grazie”, per il tempo passato insieme, per la tua vicinanza nei momenti di sconforto e di preghiera.                                                                       Ti portiamo sempre nel nostro cuore.

Lucia, Vincenzina e Natale, Sandra, Alba, Grazia B.

Quante cose vorremmo dirti, ma tante parole non servono e tu lo sai…Noi ringraziamo il Signore per averti incontrato nel cammino della nostra vita.

…Sei stato un Angelo, dal primo giorno…ci hai accompagnato in un cammino difficile, ma poi lo hai reso bello e gioioso. Grazie Gesù!                                                                                                                                                                                Ci hai insegnato ad amare e perdonare con il cuore…e lottare per ciò che si vuole. Ci hai alzato le braccia e ci hai detto: “Loda il Signore ed Egli ti sosterrà”. Così è stato. La Lode è diventata il Pane Quotidiano.  Carissimo “Angelo”, ora hai anche due ali per raggiungerci ovunque noi siamo…Amen

                                                                                                               Benito e Rosetta, Mina

Caro Antonio,

amico fraterno, anima bella, uomo buono e timorato di Dio, hai saputo vivere unito sempre a Gesù, hai fondato la tua casa sulla roccia.                                                                                                                                                                              Trent’anni fa,seguendo l’impulso dello Spirito Santo che ha attirato il tuo cuore a Gesù, hai iniziato ad animare un piccolo gruppo di preghiera di Rinnovamento dello Spirito nella parrocchia Regina Pacis: da allora non hai mai smesso di lavorare per il Signore. Hai iniziato ad organizzare, oltre all’incontro settimanale di preghiera, catechesi di tanti sacerdoti della città, giornate di ritiro e pellegrinaggi per favorire l’incontro personale di ogni componente del gruppo con Gesù Vivo.                                                                                                                                                                            Con fede ci hai insegnato molto: l’accoglienza del fratello/sorella, l’apertura del cuore, la preghiera di intercessione, il perdono, la carità e la stretta collaborazione con i nostri sacerdoti. Tutto all’insegna dell’amore di Gesù per ciascuno di noi e della gioia di vivere alla sequela del Suo Vangelo.                                                                                                              Ci hai insegnato a non cercare segni eclatanti e a non seguire false strade: hai voluto parlarci della Sua Parola, vera luce e lampada ai tuoi e ai nostri passi.                                                                                                                                               Nella malattia sei stato esempio per tutti noi: sei stato sempre e completamente unito a Gesù fino all’ultimo giorno. Come ci ha insegnato San Paolo, anche tu Antonio puoi dire: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto Giudice, mi consegnerà”.      Ora sei Luce, vivi in Dio Padre e vedi il Suo Volto. Ciao caro fratello in Cristo.

Ti vogliamo ringraziare per la tua grande pazienza…sei stato un grande maestro…speriamo che tu possa continuare ad assisterci da lassù…

“Dio prende un Mosè balbuziente e ne fa un patriarca”. Tu ti sei lasciato plasmare dallo Spirito Santo…sempre attento ai bisogni di ognuno, senza trascurare la famiglia. Hai accolto l’amore di Dio nel tuo cuore per donarlo a piene mani…dicevi che le tue priorità erano: Gesù, la famiglia, il gruppo di preghiera.                                                        Sei sempre stato il primo ad arrivare per preparare le sedie per tutti! Ora che sei in cielo ci piace pensarti, come dicevi tu, mentre prepari le sedie per tutti noi.                                                                                                                    Ringraziamo il Signore per averci indicato questa strada, per averci fatto conoscere un sant’uomo come te. Insieme e con l’aiuto di tanti sacerdoti, siamo cresciuti nella fede…Caro Antonio, aspettaci…

Antonia e Giulia, Enzo, Rita